L’Iride è un’impresa sociale di comunità[1], in forma di cooperativa sociale[2], che partecipa alla costruzione del bene comune[3] del territorio attraverso la promozione dell’identità sociale[4] della persona disabile e il supporto alla resilienza delle loro reti familiari[5].

L’Iride si “pre”occupa in particolar modo di trovare soluzioni qualificanti per persone con handicap grave[6].

  • Le imprese sociali di comunità (ISC) sono organizzazioni che operano nei sistemi di protezione sociale producendo beni che incrementano la coesione sociale attraverso processi di inclusione e sviluppo locale. Sono contraddistinte da un approccio che riconosce il carattere multidimensionale ed evolutivo dei bisogni e quindi la necessità di rispondervi attraendo e combinando risorse di natura diversa, grazie anche al coinvolgimento e l’integrazione in rete di altri soggetti comunitari e istituzionali

  • La Cooperativa Sociale [L381/91] ha lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi sociali orientati, in via prioritaria, anche se non esclusiva, alla risposta ai bisogni di persone con disabilità. Una cooperativa sociale non eroga semplicemente servizi per fare gli interessi dei soci che la compongono (mutualità interna), ma perseguono l’interesse generale della comunità locale di riferimento (mutualità esterna) attraverso la creazione di un processo di cura tra un’organizzazione imprenditoriale ed una persona in stato di bisogno. Questo rappresenta l’essenza del servizio prestato, di volta in volta assume caratteristiche specifiche, può essere di tipo educativo, riabilitativo, assistenziale, di inclusione sociale, permanente o temporaneo, ma in ogni caso trova il proprio elemento fondamentale nella relazione positiva che si sviluppa tra l’impresa sociale ed il destinatario dell’intervento
  • Il Bene Comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro. (dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa)
  • Identità sociale: "Entrare in società" e trovarvi il "proprio posto".
  • Resilienza reti familiari: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel tempo fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino

  • Handicap grave. Il concetto di gravità è certamente un riferimento costruito, poiché è difficile dire quando e in rapporto a cosa la condizione di una persona possa considerarsi tale. La situazione del disabile grave è complicata ulteriormente dal fatto che questa valutazione dovrà essere al tempo stesso clinica, sociale ed esistenziale, essendo interessate tutte le dimensioni di vita di una persona (mentale, psichica, relazionale). Sospendendo tuttavia il giudizio critico si può ammettere che qualsiasi operatore, pensando alla gravità di un disabile fa riferimento ad una definizione che considera la mancanza di autonomia, una costante necessità di assistenza, una dipendenza pressoché totale, l’impossibilità, in pratica, di accedere al mondo della vita attiva(M.Cannao – G.Moretti Il grave handicappato mentale).